Dimostrare che l’inceneritore di Fiume Santo non serve

Posted on maggio 20, 2008
Filed Under ambiente, informazione, inquinamento, politica | Visited 240 Times |

La situazione è ancora confusa. Le informazioni incerte e dubbie.
Mi confermano in via informale una delibera di attuazione della costruzione dell’inceneritore a Fiume Santo.

L’ultima delibera in tema di ambiente presente sul sito della regione mi pare sia questa:
http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_73_20080409103754.pdf

A lato la vista della centrale endesa di fiume santo,
le foto proposte sul sito endesa non mi piacevano troppo,
guardando quelle foto sembra che sia una
centralina piccola e innoqua.

Dalla delibera di giunta regionale 21/59 In qui sostanzialmente si dice: [...] :

[...]la definizione di uno schema impiantistico con l’individuazione di tre centri di smaltimento finale, di cui due già esistenti da adeguare ed uno, per l’area centro nord, da inserire in un impianto di potenza già esistente. In questi impianti, con annesse discariche di servizio, sarà conferito il secco residuo prodotto dalle aree servite, sufficienti alla valorizzazione del secco intercettato con le raccolte differenziate ad alta efficienza;

obiettivi di raccolta differenziata, che vengono fissati
nella soglia del 65%, in modo imperativo, e al 70%, come obiettivo d’indirizzo, della produzione complessiva dei rifiuti, da raggiungersi nel quinquennio 2008-2012;

l[...]’individuazione, in base a criteri di efficacia ed economicità, di due livelli di gestione integrata,
coordinati dall’Autorità d’Ambito Regionale:
- il livello provinciale per l’organizzazione della fase di raccolta e recupero dei materiali, in cui
avranno un ruolo preponderante le Province e gli Enti Locali;
- il livello regionale per la gestione della filiera del trattamento/smaltimento del rifiuto
residuale, attraverso le fasi di termovalorizzazione e smaltimento in discarica, garantendo
la determinazione di una tariffa, rapportata a tali lavorazioni, unica per tutto l’ambito
regionale e la minimizzazione del ricorso allo smaltimento in discarica;

Commento:
In sostanza si propone di riciclare tra il 65% e l’70% e di bruciare il restante.
Ora, visti le alternative possibili alla fase finale del processo di smaltimento dei rifiuti
e Tenuto conto che ci si impone come obbiettivo il riciclo a circa 70% si potrebbe affermare che l’inceneritore non è necessario.

Non si dice dove saranno situate le discariche che conserveranno le ceneri, le scorie ed i filtri dell’inceneritore.

Ne si parla di sconti e/o privilegi per le popolazioni che avranno l’inceneritore a fianco a casa.
Anzi si propone una tariffa uguale per tutti. Quindi l’inquinamento a Porto Torres lo avremo completamente gratis, senza incentivi!

Direi quindi che la nostra battaglia si puo decisamente concentrare sul dimostrare che esiste l’alternativa all’inceneritore.

http://it.wikipedia.org/wiki/Trattamento_meccanico-biologico

http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/gestione-rifiuti-a-freddo.pdf

http://www.peacelink.it/tarantosociale/a/23744.html

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Comments

One Response to “Dimostrare che l’inceneritore di Fiume Santo non serve”

  1. mario pingerna on luglio 22nd, 2008 17:14

    La costruzione di un inceneritore costituisce la morte della Raccolta differenziata infatti come dimostrano vari studi gli inceneritori sorgono e soprattutto convengono economicamente laddove la raccolta differenziata non supera il 30-40%.
    Come si fa a pretendere il 70% di raccolta differenziata nei territori dove sorgerà l’inceneritore?
    Chi è quel folle di imprenditore che investe sull’inceneritore in un territorio dove la raccolta differenziata è in forte espansione?

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