Indulto virtuale, prescrizione reale

Posted on giugno 17, 2008
Filed Under informazione, politica | Visited 143 Times |

Le Cariche delle forze dell’ordine ai manifestanti sono sempre più di moda, i reati commessi (dalle forze dell’ordine ) in questi casi sono sempre più frequenti.

Gli eserciti presidieranno e garantiranno ordine e sicurezza nei luoghi dove è molto probabile che si svilupperanno manifestazioni popolari ( vedi chiaiano ). Le cariche ormai si decidono con estrema facilità ( vedi manifestazione mattoni d’oro expo 2015 ).

E in tutto questo bel tram tram di “uccidine tre per intimorirne cento” la politica come una pianta in primavera produce i suoi frutti, i cachi.

Fingiamo di essere stati sconvolti dall’indulto di mastellone, e poi siamo felici di un indulto virtuale che serve a far prescrivere i reati.

Ormai è un dato di fatto, in italia conviene delinquere ed aspettare indulti, prescrizioni, condoni

Non c’è più alcuna tutela per chi rispetta la legge.

16:05 Stop anche al processo su Bolzaneto

Tra i processi che verrebbero sospesi se fosse approvato l’emendamento al decreto sicurezza c’è quello per i presunti soprusi e le violenze nella caserma di Bolzaneto durante il G8. Lo fa sapere la segretaria nazionale di Magistratura democratica Rita Sanlorenzo, secondo cui quello di Bolzaneto sarebbe “uno tra i tanti” processi in corso “per reati anche molto gravi” a cadere sotto la scure della norma.

L’Inferno di Bolzaneto

In piedi per ore, nudi e con le mani alzate, o a fare il cigno o a piroettare come ballerine o ad abbaiare come cani per essere meglio derisi e insultati dalla polizia, dai carabinieri, dai medici. Intimidazioni politiche e intimidazioni sessuali, schiaffi, colpi alla nuca. Un salame usato come manganello, o agitato per meglio rendere le minacce di sodomizzazione. Gentili epiteti come «troia» e «puttana» alle ragazze, «nano di merda», «nano pedofilo», «nano da circo» a un disabile, costretto per sovrappiù a farsela addosso dal sadico rifiuto di accompagnarlo in bagno. Una mano divaricata e spezzata. Nuche prese a schiaffi e a colpi secchi. Piercing strappati, anche dalle parti intime. Promesse di morte, al grido di «Ne abbiamo ammazzato uno, dovevamo ammazzarne cento». Nella caserma di Bolzaneto, in quel di Genova 2001, dopo l’assassinio di Carlo Giuliani e l’assalto alla scuola Diaz, q uesti furono i fatti, secondo la ricostruzione dei pm al processo che si sta svolgendo in questi giorni.

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